Oltregiogo 1625

Nei primi giorni di aprile, il forte di Gavi cessa di resistere al potente assedio franco sabaudo, lasciando al Duca di Savoia la via libera per Genova. Nella raffazzonata impresa di fermare l’esercito nemico, i genovesi raccolgono un’armata di briganti di montagna con la promessa di concedere loro la grazia dai crimini passati.
Tutti gli occhi guardano Voltaggio, piccola città fortificata che controlla l’unica strada verso la capitale. Mentre i Sabaudi muovono il grosso dell’esercito verso il prossimo bersaglio, i genovesi non demordono e creano una linea difensiva composta da trincee e barricate nel punto più stretto della vallata, così da ridurre il proprio svantaggio.
Un gruppo di artiglieri, dotato di un pezzo campale di piccolo calibro, cerca di raggiungere il crinale per assicurarsi un buon punto di tiro sulla strada. Mentre il mastro Bombardiero conduce il pezzo, i due inservienti fanno uso di tutta la loro abilità per trascinare la pesante arma tra ripide salite, tratti di pantano e lunghe discese. Un soldato in armi, inviato dal mastro di campo, li accompagna sino al punto designato.
Non rimane che preparare una sorpresa per gli invasori.

Per gli eventi sopra narrati ci siamo liberamente ispirati alla trattazione dei fatti esposta nel libro “La Liguria centro-occidentale e l’invasione franco-piemontese del 1625” di Giorgio Casanova, Genova, Erga, 1983.