Verso il Monte Alpe

Ricostruzione di archeologia sperimentale di un viaggio con i mezzi e gli abiti di inizio XVII secolo.

Nell’ambito delle ricerche storiche sugli usi e costumi della prima metà del Seicento, abbiamo elaborato questo progetto come modo di provare sul campo le difficoltà che poteva comportare anche un piccolo viaggio, effettuato con i mezzi a disposizione delle persone comuni di quel tempo.
Naturalmente si è scelta una località isolata, nella fattispecie le colline sopra il paese di Voltaggio.

 

L’equipaggiamento ricostruito, oltre agli abiti dell’epoca, ha compreso coperte e pelli di pecora, acciarino ed esche per accendere il fuoco, coltelli e stoviglie storiche, armi al fianco, accetta per fare legna. Le scorte di cibo comprendevano pane, mele, formaggio e insaccati; tutti i prodotti facilmente conservabili anche a temperatura ambiente.

 


Fin dall’inizio è stata evidente la difficoltà dovuta al peso e all’ingombro dei bagagli. Le gerle e il resto dell’attrezzatura si sono rivelati nettamente più scomodi rispetto agli equivalenti moderni, che sono invece ergonomici e ottimizzati nel peso. La pressione delle cinghie e dei lacci, fin dall’inizio molto fastidiosa, è stata risolta piegando cappotti e coperte di lana sulle spalle al fine di distribuirne il peso. Il secondo problema emerso è quello delle scarpe storiche. Mentre gli zoccoli in legno si sono rivelati ottimi sui sentieri collinari, le scarpe con suola in cuoio sono risultate scomode e con una scarsa aderenza su un suolo in ghiaia e sassi.

 


Raggiunta la nostra meta a quota 830 mt slm, ci siamo accampati su un crinale parzialmente riparato e sufficientemente vicino a un area boscosa; a quel punto la priorità è stata l’accensione del fuoco. Non essendoci portati alcun combustibile, siamo stati costretti a reperire il necessario sul luogo. Oltre a rami secchi e piccoli tronchi raccolti nel bosco, ci siamo anche serviti di sterco di capra e arbusti resinosi locali. Mentre l’accensione del fuoco con acciarino e pietra focaia non è stato un problema, il suo mantenimento ci ha preoccupati, costringendoci a razionare le scorte di legna.
Nonostante il fuoco e le coperte in lana, il freddo si è fatto sentire anche per via del forte vento. Facendo turni di guardia abbiamo atteso quindi il sorgere del sole, dopodiché abbiamo raccolto i bagagli e siamo ripartiti.

Nel viaggio di ritorno, sebbene fossimo prevalentemente in discesa, siamo stati costretti a fare numerose pause poiché eravamo provati dal cammino del giorno precedente e dalla notte praticamente insonne. Proprio in questo tratto si è sentita la carenza di caffeina e zuccheri.
A viaggio terminato ci siamo ritrovati molto stanchi e doloranti ma anche parecchio soddisfatti per l’esperienza fatta, vista la mole di dati ed esperienze raccolte.